Scoppetta è uno di quei pittori napoletani che Napoli non ha mai celebrato abbastanza. Forse perché per capirlo davvero bisogna sapere cosa ha fatto a Parigi.
Tra il 1896 e il 1904 vive immerso nell'atmosfera impressionista francese. Frequenta gli studi, respira quella luce, assorbe una leggerezza che la pittura napoletana del tempo non aveva ancora. E poi la riporta a casa, tutta sua, filtrata attraverso un occhio meridionale che non dimentica da dove viene.
Questa è una delle opere del suo periodo più felice e più libero. Quando ancora Parigi gli stava insegnando che la pittura può essere anche gioia pura, leggera, senza peso.