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Come Giancarlo Devasini e Tether stanno riscrivendo le regole della finanza globale

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4/16/20262 min read

C’è una storia che racconta meglio di molte altre la trasformazione radicale della finanza negli ultimi dieci anni. Non nasce a Wall Street, né nei corridoi delle grandi banche centrali, ma nel mondo ancora giovane e controverso delle criptovalute. È la storia di Giancarlo Devasini e della sua creatura più nota: Tether.

Oggi, USDT è molto più di una semplice stablecoin. È uno degli ingranaggi fondamentali che tengono in movimento i mercati crypto globali, una sorta di “dollaro digitale” utilizzato quotidianamente per scambiare, trasferire e conservare valore. Ma la sua ascesa non è stata priva di ombre, dubbi e critiche.

Il nodo della fiducia: riserve e trasparenza

Uno dei temi più discussi riguarda la trasparenza delle riserve. In passato, parte degli asset che garantivano USDT era investita in commercial paper, sollevando interrogativi sulla qualità e sul rischio di tali strumenti. Tra i timori più diffusi, anche una possibile esposizione indiretta a realtà fragili come Evergrande Group.

A rendere il quadro ancora più complesso contribuiva l’assenza di un audit completo firmato da una delle grandi società di revisione internazionali. Un elemento che, nel mondo finanziario tradizionale, rappresenta uno standard imprescindibile di credibilità.

Negli ultimi anni, tuttavia, Tether ha intrapreso un percorso di progressiva trasformazione: i commercial paper sono stati eliminati e sostituiti in larga parte con titoli di Stato statunitensi a breve termine, strumenti considerati tra i più sicuri e liquidi disponibili. Una mossa che ha contribuito a rafforzare la fiducia degli operatori, pur senza spegnere del tutto il dibattito.

Stablecoin e zone grigie

Un altro fronte critico riguarda il possibile utilizzo illecito delle stablecoin. La natura globale, digitale e relativamente accessibile di strumenti come USDT ha sollevato dubbi sul loro impiego per aggirare sanzioni internazionali o facilitare attività criminali.

La posizione di Tether è netta: la blockchain, per sua natura, rende le transazioni più tracciabili rispetto al contante. Un’affermazione che apre una riflessione più ampia su come tecnologia e regolamentazione debbano evolvere insieme.

Il rischio sistemico: la “bank run”

Tra gli scenari più temuti dagli osservatori c’è quello di una corsa ai rimborsi, una sorta di “bank run” digitale. Cosa accadrebbe se un numero elevatissimo di utenti decidesse simultaneamente di convertire i propri USDT in dollari?

La risposta, almeno finora, arriva dai fatti. Durante la crisi del mercato crypto del 2022, Tether ha affrontato una pressione significativa, riuscendo a rimborsare miliardi di dollari senza interrompere le operazioni. Un test reale che ha rafforzato, almeno in parte, la resilienza percepita del sistema.

Una nuova infrastruttura finanziaria

La parabola di Devasini non è soltanto la storia di un imprenditore fuori dagli schemi. È il simbolo di un cambiamento più profondo: la nascita di un’infrastruttura finanziaria parallela, globale e digitale, che si sviluppa accanto — e talvolta in competizione — con quella tradizionale.

In meno di un decennio, Tether è passata da esperimento a pilastro della liquidità nei mercati crypto. Un risultato che pochi avrebbero previsto, ma che oggi appare difficile da ignorare.

Il futuro del dollaro (digitale)

Il destino delle stablecoin resta al centro del confronto tra regolatori, banche centrali e operatori del settore. Le domande aperte sono molte: dalla trasparenza alla stabilità, fino al ruolo che questi strumenti giocheranno nell’economia globale.

Eppure, una cosa è già chiara: asset come USDT stanno ridefinendo il modo in cui il dollaro circola nel mondo digitale. Più veloce, più accessibile, ma anche più complesso da governare.

Dietro questa trasformazione c’è anche la traiettoria sorprendente di un ex chirurgo torinese che, lontano dai riflettori della finanza tradizionale, ha contribuito a costruire uno degli snodi più cruciali del sistema economico contemporaneo.

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Come Giancarlo Devasini e Tether stanno riscrivendo le regole della finanza globale

Giancarlo Devasini

di Francesco Pucci Muscariello