Paracetamolo

Il farmaco più comune che può diventare un rischio silenzioso

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Francesco Pucci Muscariello

5/20/20262 min read

Il Paracetamolo è tra i medicinali più utilizzati al mondo. È nelle case, nelle borse, nelle valigie da viaggio, spesso considerato la risposta più immediata a febbre e dolore. Proprio questa familiarità, però, è anche il suo punto più delicato: ciò che viene percepito come “innocuo” tende a essere assunto con meno attenzione.

Usato correttamente, il paracetamolo è efficace e sicuro. Ma oltre le dosi consigliate o in combinazione inconsapevole con altri farmaci che lo contengono, può diventare potenzialmente pericoloso, soprattutto per il fegato.

Il problema, spiegano molti farmacisti, non è il principio attivo in sé, ma la sua sottovalutazione diffusa.

L’errore più comune: l'associazione farmacologica "invisibile" dei farmaci

Molti pazienti assumono paracetamolo senza leggere attentamente i foglietti illustrativi degli altri medicinali. Il risultato è che lo stesso principio attivo può essere assunto più volte, senza rendersene conto.

È qui che nasce il rischio principale: il sovradosaggio involontario.

Il fegato, che metabolizza la sostanza, è l’organo più esposto. Quando il carico supera i limiti fisiologici, si può sviluppare una tossicità epatica, che nei casi più gravi può evolvere in danno serio e acuto.

Il punto di vista del farmacista Finaldi

Di Francesco Pucci Muscariello

Il farmaco più comune che può diventare un rischio silenzioso

Paracetamolo

Abbiamo raccolto il parere del dott. Michele Finaldi, farmacista della Farmacia Solfatara, che ogni giorno osserva da vicino il rapporto tra pazienti e automedicazione.

«L’errore più comune è la sottovalutazione. Molte persone considerano il paracetamolo un farmaco totalmente innocuo e non leggono le infomrzioni degli altri medicinali che lo contengono. È così che si rischia di superare la dose giornaliera senza accorgersene.»

Fiducia sì, ma consapevolezza ancora bassa

Secondo il dott. Finaldi, il problema non è la paura del farmaco, ma l’eccesso di fiducia:

«In generale no. C’è molta fiducia nel farmaco, che è positiva, ma manca spesso la consapevolezza che anche i farmaci da banco hanno limiti precisi. Il paracetamolo è un esempio perfetto: utile, sicuro, ma solo se usato correttamente.»

Il rischio, quindi, non è l’uso occasionale, ma la ripetizione non controllata, soprattutto in periodi di influenza o dolore persistente.

Il ruolo del farmacista

In questo scenario, il farmacista diventa un punto di equilibrio tra automedicazione e sicurezza.

«Il farmacista è spesso il primo punto di contatto sanitario. Il nostro compito non è solo dispensare farmaci, ma guidare le persone verso un uso consapevole.»

Una funzione che diventa sempre più centrale in un’epoca in cui l’accesso ai farmaci da banco è rapido e continuo.

Un farmaco semplice, una responsabilità complessa

Il paracetamolo resta uno dei farmaci più importanti della medicina moderna. È efficace, accessibile e ampiamente utilizzato. Ma proprio per questo richiede attenzione.

La linea tra cura e rischio non è nel principio attivo, ma nel modo in cui viene usato. E la semplicità, in medicina, non è mai un invito alla leggerezza.

Michele Finaldi, titolare della Farmacia Solfatara